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COP21: l'accordo globale sul clima segna una tappa storica, riconosciuto per la prima volta il ruolo dei governi locali

L'accordo di Parigi è giuridicamente vincolante e apre uno spiraglio concreto di speranza, anche se, così com'è, non basterà. Secondo il Comitato europeo delle Regioni, il riconoscimento formale del ruolo delle città e delle regioni ha comunque reso più realistiche le prospettive di uno sforzo globale per limitare i cambiamenti climatici.

Prima che la COP21 dell'ONU avesse luogo, il Comitato delle regioni , l'Assemblea dei leader politici locali dell'UE, aveva sollecitato i governi ad accordarsi sullo stop alle emissioni di carbonio nell'atmosfera dal 2050, aveva esortato l'Unione europea a impegnarsi a ridurre le sue emissioni di gas serra del 50 % (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2030 e invocato l'adozione di un Piano d'azione per le città e le regioni nell'ambito dell'accordo COP21.

"Le città e le regioni d'Europa traggono dall'accordo motivi di speranza, soprattutto perché si è optato per un impegno giuridicamente vincolante e perché due alcuni dei nostri obiettivi più importanti sono stati raggiunti: per la prima volta, viene riconosciuto il ruolo dei governi locali nella lotta contro i cambiamenti climatici; inoltre, le economie sviluppate si sono impegnate a versare ogni anno, dopo il 2020, 100 miliardi di dollari USA per sostenere le azioni per il clima nei paesi in via di sviluppo", ha dichiarato Markku Markkula , Presidente del Comitato delle regioni, aggiungendo che "quelle ottenute a Parigi sono conquiste significative: l'esito della COP21 - un accordo per mantenere il riscaldamento globale "ben al di sotto" dei 2 gradi, ossia ad un grado e mezzo - è migliore di quello che molti credevano possibile e rappresenta per noi un potenziale effettivo sul quale far leva".

Ciò nonostante, il presidente della regione Sardegna Francesco Pigliaru , presidente della commissione Ambiente del CdR e membro della delegazione inviata alla COP21, ha osservato che "purtroppo, l'accordo raggiunto non coinvolge le città e le regioni nel sistema di gestione delle politiche in materia di clima - una decisione, questa, che ridurrà la qualità dell'elaborazione e dell'attuazione di tali politiche".

I governi locali d'Europa si sforzeranno di compensare questa carenza dell'accordo con una mobilitazione e un coordinamento operativo se possibile ancora più intensi, sfruttando appieno i partenariati e i meccanismi esistenti. E al riguardo il CdR fa notare che, ad esempio, le città e le regioni sono i membri più ambiziosi della NAZCA ( Non-State Actor Zone for Climate Action ), la piattaforma ONU dei soggetti non statali per l'azione sul clima che registra gli impegni assunti nella lotta ai cambiamenti climatici da enti subnazionali, imprese, società civile e investitori.

Annabelle Jaeger , consigliera regionale della Provenza-Alpi-Costa Azzurra e membro della delegazione del CdR alla COP21, ha osservato che "ai governi locali incombe la responsabilità di circa il 70 % delle misure di riduzione dei cambiamenti climatici e del 90 % di quelle di adattamento a tali cambiamenti: di conseguenza, essi dovrebbero avere maggior voce in capitolo quando si tratta di decidere quali misure specifiche adottare e come configurare le politiche nazionali e internazionali in materia".

Alla COP21 è risultato evidente il desiderio delle città e delle regioni che le Parti si impegnassero a ridurre in misura sostanziale le emissioni di gas a effetto serra. E la Commissione europea ha stanziato fondi aggiuntivi per aiutare il Patto dei sindaci - un'iniziativa volontaria degli enti regionali e locali in materia di clima - a valicare i confini europei e a diventare un movimento globale.

"I colloqui di Parigi hanno offerto alle città e alle regioni di tutto il mondo un'opportunità di costruire alleanze; ed è ormai chiaro che, in molti casi, il livello delle loro ambizioni in fatto di azioni per il clima supera quello dei governi nazionali. Adesso, però, viene il momento di agire, di garantire alle nostre comunità dei risultati concreti, ragion per cui qui al CdR lavoreremo alacremente per promuovere il Patto dei sindaci in Europa e nel resto del mondo", ha dichiarato Kata Tüttő , assessore del dodicesimo distretto di Budapest (Ungheria) e membro della delegazione del CdR alla COP21.

Documenti adottati di recente dal CdR su temi correlati:

"Il futuro del Patto dei sindaci", un parere adottato il 4 dicembre 2015.

"Verso un accordo globale sul clima a Parigi", un parere adottato nell'ottobre 2015.

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