2.4.2012 - René Souchon (FR/PSE), presidente del consiglio regionale dell'Alvernia e relatore del CdR sulla politica agricola comune (PAC) per il periodo 2014-2020, ci presenta la sua posizione sui principali punti della riforma.
Le riforme proposte dalla Commissione intendono migliorare la competitività e la sostenibilità dell'agricoltura europea e salvaguardare i territori rurali. Pensa che le misure previste permetteranno di raggiungere questi obiettivi?
Alcune delle proposte della Commissione vanno nella buona direzione, in particolare quella relativa alla convergenza. Ma rilevo una mancanza d'ambizioni per quanto riguarda altri aspetti. In particolare, la Commissione rinuncia agli strumenti di gestione pubblica dei mercati e io considero questo un errore. D'altra parte, le misure di ecologizzazione degli aiuti mi sembrano troppo generali e inadeguate. Ritengo, quindi, che le proposte della Commissione non siano sufficienti a garantire la competitività di tutte le forme di attività agricola in tutti i territori. Per quanto riguarda la sostenibilità dell'agricoltura europea, la mia opinione è che la Commissione avrebbe dovuto dar prova di maggiore creatività per innescare un reale processo di cambiamento del modello di produzione.
Quali sono allora le principali raccomandazioni che Lei formula nel Suo parere?
In primo luogo, voglio riaffermare la necessità di una regolazione pubblica dei mercati agricoli, regolazione che affiancherebbe altri meccanismi. Propongo l'abbassamento delle soglie di degressività a partire da 100 000 euro di aiuti, con un massimale di 200 000 euro per azienda; propongo misure di ecologizzazione che tengano conto delle realtà agricole e ambientali locali, elaborate di concerto con gli agricoltori nel quadro di contratti territoriali. Il mio progetto di parere propone l'estensione del sostegno a favore di tutte le nuove aziende agricole, il mantenimento dell'accoppiamento degli aiuti, in particolare nelle zone fragili. Credo sia anche prioritario mantenere il bilancio della PAC almeno al suo livello attuale e assicurare una nuova governance della PAC, quanto più vicina possibile alle realtà locali, con un forte coinvolgimento delle regioni.
Quale sarà l'impatto delle riforme della PAC in materia di partecipazione degli enti territoriali, in particolare nella gestione degli aiuti? Vede possibilità di miglioramenti?
Spero che la questione della governance della PAC sarà al centro della prossima riforma. Osservo che grazie alla compatibilità reciproca dei fondi strutturali, tra cui il FEASR, all'interno del quadro strategico comune, sarà possibile per le regioni realizzare una politica globale di pianificazione, che includa gli aiuti allo sviluppo rurale rientranti nel 2° pilastro della PAC. In merito agli aiuti diretti del 1° pilastro, la Commissione propone diversi livelli di sostegno e lascia alle regioni un certo margine di manovra. Spetterà agli Stati membri utilizzare o meno le possibilità offerte nei futuri regolamenti. Mi sembra essenziale, considerate le caratteristiche assai differenziate dell'agricoltura europea, attribuire alle regioni una maggiore responsabilità nell'attuazione del 1° pilastro.
Lei pensa, nella Sua veste di presidente della regione Alvernia, che le proposte a favore delle zone soggette a vincoli naturali vadano nella giusta direzione?
Constato che la Commissione ha deciso che il sostegno a favore delle zone soggette a vincoli naturali fosse un elemento a sé stante nel meccanismo degli aiuti diretti. È una proposta centrale del parere d'iniziativa sulla PAC del Comitato delle regioni, di cui ero stato nominato relatore nel 2010. Considero, però, che il livello proposto dalla Commissione sia insufficiente, tanto più che ha carattere facoltativo. A me pare necessario rendere tale sostegno obbligatorio, a concorrenza del 10 % del massimale nazionale, mentre la Commissione propone un livello del 5 % soltanto. Un sostegno più forte a favore di queste zone è coerente con la volontà di convergenza manifestata dalla Commissione e va nella direzione di una maggiore giustizia nelle modalità di ripartizione degli aiuti della PAC.